14. Jul. 2010

Tord Boontje, affabulatore e merlettaio, alla Marsden Woo Gallery


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  • foto Foto Phil Sayer
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Fino a fine luglio, spettacolari ricami frutto di un paziente lavoro artigianale con materiali inaspettati, trasformano la galleria londinese in un paradiso di aria e luce. Foto Phil Sayer Quello di Tord Boontje è un lavoro che, per sua stessa natura, tende a sfuggire a etichette e facili definizioni. Le sue installazioni aeree, preziose e luminose sono da considerarsi arte, artigianato o design? La risposta importa poco, in realtà. Quel che conta è, piuttosto, la storia (ma potremmo anche dire la favola) che racconta. E, soprattutto, il lavoro e i materiali che Boontje sceglie per farlo.

"With lace all the value is invested in the labour and so it seemed a good idea to start working with cheap materials. But also, by changing the material you can change the references". Così il designer olandese che ha studiato alla Design Academy di Eindhoven e che oggi insegna industrial design al Royal College of Art di Londra, riassume il suo design-pensiero, popolato di sognante passione, ma anche di grande maestria artigianale e paziente realizzazione manuale.

Le aspettative sono puntualmente mantenute nella nuova mostra che la galleria londinese Marsden Woo, diretta e fondata da Tatjana Marsden e Nelson Woo nel 1998 nel distretto di Clerkenwell, gli dedica fino alla fine di luglio. Chi si aspetta gli spettacolari pizzi e merletti e i ricami aerei e leggeri a cui ci ha da anni abituati, non resterà deluso. Una sottile ragnatela tridimensionale in Aramide, una fibra sintetica resistente al calore, e in Dynema, altra fibra particolarmente adatta alla realizzazione di cavi da trazione di solito usata per applicazioni sportive, danno vita a un divano unico nel suo genere. È il risultato della combinazione di maestria artigianale e materiali non ortodossi. Una tenda in raffia naturale decorata con un groviglio di motivi floreali (nata lo scorso anno da una collaborazione-invito del Design Center della University of Philadelphia e della Quaker Lace Company) scende dal soffitto e divide lo spazio della galleria.

Tra i lavori più delicati ci sono alcuni gioielli – collane e diademi – lampade e una selezione di prove su alcuni materiali, i più impensati come per esempio l'erba, ma tutti naturali. In mostra un video racconta per immagini la realizzazione dei pizzi di raffia e offre uno sguardo all'interno del processo di lavorazione che Boontje che definisce "spontaneo – poco organizzato e simmetrico". Elena Sommariva
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